DICONO DI A.R.

Sulla raccolta di racconti Il grande regno dell’emergenza (2016)

“In queste storie il travaso massimalista dal romanzo al racconto è riuscito perfettamente, non s’è perso nulla della forza primordiale eppure sofisticata- ultrapop ma forse sarebbe meglio dire oltrepop- di Raveggi.” (Luca Ricci, Il Messaggero)

“L’immaginario cataclismatico di Raveggi raffigura bene le esplosioni psichiche che risultano quando l’Italietta per bene incontra i mali di un mondo molto più vasto e complesso” (F. Randall, Internazionale)

“Benvenuti nel luna park scintillante di bambini con un padre orco, maestri dentro un terremoto, fango in Uganda, una Parca a bordo di un aereo, un posto a tavola a Tribeca, Firenze capovolta … Raveggi ha inventiva e talento di linguaggio” (L. Del Sette, Il manifesto)

“Questi racconti sono carotaggi del Perturbante da cui Raveggi estrae campioni di densità emotiva tanto profonda da sembrare visionaria”(P. Sortino, Il Giornale)

“Raveggi trasforma la realtà in segno letterario, antinaturalistico, uno spazio linguistico straniante che svela al lettore la natura contraddittoria della cosiddetta realtà” (G. Caserza, Il Mattino)

“Il grande regno dell’emergenza è una raccolta affascinante che si presta a più di una lettura e rivela uno scrittore molto attento al mondo.” (E. Giacalone, Satisfiction)

“Una prosa lussureggiante dotata di un fascino quasi amazzonico.” (A. Scarpellini, Radio Rai 3, Qui Comincia)

“Alessandro Raveggi media una grande conoscenza della letteratura postmoderna con il piacere di una scrittura capace di emozionare.” (G. Bitetto, Ultima Pagina)

“Una lingua stratificata, cosmopolita, coltissima … ma che ricerca e coltiva l’emergere rituale dei toscanismi come una garanzia di originarietà: un’arcadia domestica, uno stile nativo che conservi ancora, come le lucciole, il barlume di un senso magico delle parole.” (R. Gerace, Il Primo amore)

“Ogni racconto è un romanzo compresso. Ogni racconto meriterebbe un’opera che ne esplori tutte le potenzialità.” (G. Bodi, Senzaudio)

“Narrazioni come quelle presenti ne Il grande regno dell’emergenza, sono un esempio di lettura adatta ad un pubblico ampio all’interno delle quali trovare … un attento lavoro sulla struttura, un utilizzo della brevità non casuale” (L. Romano, Huffington Post)

“Alessandro Raveggi utilizza uno stile in cui il rimando e l’elaborazione del dettaglio occupano una fetta importante del testo, rendendolo vero e veritiero” (C. Marinaccio, Mucchio Selvaggio)

“Se lo straniamento è una tecnica narrativa assimilabile a una vista “da fuori”, per cui  un comportamento, osservato senza empatia e da un punto di vista esterno, assume sensi inediti, alienanti e perturbanti, in Raveggi invece il perturbamento viene generato da uno sguardo da vicino, da vicinissimo, spesso da dentro” (M. Baldi, Poetarum Silvae)

“Alessandro Raveggi sa scrivere, ed è uno scrittore che proprio ti carica, che ti galvanizza anche se ti sta raccontando di un uomo che ha una relazione con una dodicenne, di studenti ammazzati, di padri orribili, di vite spezzate a caso. (B. Tomasi, The Buzzing Page)

Altre recensioni qui


sul romanzo Nella vasca dei terribili piranha (2012)

“Un romanzo inconsueto per il panorama letterario.” (Rai Letteratura)

“Se siete convinti che la letteratura sia morta e debba tutt’al più accontentarsi di galleggiare in una condizione fatalmente postuma, i libri di Alessandro Raveggi non fanno certamente per voi.” (R. Bruni, Il manifesto)

“Il suo romanzo è massimalista ad ogni riga. Lo stile è survoltato, prevede due o tre metafore a periodo, sempre spiazzanti e mai banali … con un coraggio di cui ci sono pochi esempi” (D. Giglioli, Corriere della Sera, La Lettura)

“La storia fa pensare al Bolaño dei Detective selvaggi, ma anche, per certi risvolti picareschi e l’afflato archetipico, a Pinocchio di Collodi.” (R. Bruni, Satisfiction)

“Un romanzo ambizioso, cosmopolita” (G. Raccis, L’Indice dei Libri)

“Nella vasca dei terribili piranha è un romanzo sveviano, una nuova Coscienza di Zeno questa volta non devota al freudismo, ma allo junghismo del Mito e dell’Archetipo. Un tentativo … di riallacciarsi all’operato straniante e innovativo della sacra trimurti Gadda – Morselli – Manganelli (con l’appendice di Volponi e D’Arrigo)” (S. CaporossiCritica Impura

“Si presenta come un oggetto anomalo su una scena letteraria italiana sempre più a rischio omologazione… Raveggi sceglie la strada della complessità” (V. SantoniCorriere della Sera)

“Raveggi ha voluto esprimere la complessità [con] innumerevoli descrizioni “ipersensibili”: associazioni ardite, che colpiscono e comunicano in modo molto efficace nonostante il loro carattere inaudito” (E. Zucchi, Doppiozero)

“Un marchingegno dentro il quale far stare il mondo intero” (G. Raccis, La Balena Bianca)

“Non concede scampo alla comoda affabilità … complica piacevolmente una lettura orizzontale costruendo link tra picaresco, realismo magico, postmoderno, fantascienza filosofica” (F. Paloscia, La Repubblica Firenze)

“Un romanzo fuori da qualunque rigido schema di riferimento, dove le vicende del protagonista sembrano frammentarsi, scheggiando in molteplici direzioni e riversandosi su un oceano viaggiante che è il mondo.” (G. Agnoloni, Postpopuli)

“La scelta di Raveggi nel rendere il dinamismo che anima le vite dei personaggi e la realtà stessa è la costruzione di un linguaggio barocco e meticcio: sempre scisso tra atteggiamenti colti e mimesi del quotidiano, alto e basso” (A. Coiro, 404-File Not Found)

“Una storia veramente sconvolgente, di natura mista, tra fantascienza e realtà” (Rivista Quadrivio, Messico)

Altre recensioni qui


Calvino americano (2012)

Recensione a “Calvino americano. Identità e viaggio nel Nuovo Mondo”, Il Venerdì di Repubblica, di Stefano Manferlotti. [LINK]

Recensione a “Calvino americano. Identità e viaggio nel Nuovo Mondo”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 26 novembre 2012, di Sergio D’Amaro. [LINK]

Anticipazione di “Calvino americano. Identità e viaggio nel Nuovo Mondo” sul Corriere della Sera, Corriere fiorentino, 24 ottobre 2012. [LINK]


La trasfigurazione degli animali in bestie (2011)

La plaquette di uno dei nostri giovani scrittori più singolari e inventivi”(Raoul Bruni, Alias / Il manifesto) [LINK]

È una nuova conferma del fatto che la poesia epica, seppur spesso, come accade anche in questo caso, trasfigurata nella lirica, gode ancora di buona salute. … l’abile e ritmica versificazione di Raveggi gioca, nel solco della migliore tradizione italiana, con i metri standard senza rispettarli, rimpiazzando gli accenti fissi con un affastellarsi di ictus e assonanze.” (Alessandro De Francesco, Semicerchio) [LINK]

Il modo imperativo attraverso cui tutte le poesie strutturano la propria voce è consustanziale alla messa in scena della ferocia, che non è drammatizzata, ma detta e ridetta con immagine oscure e vaticinanti e un simbolismo esotico che alla potenza della storia aggiungono un controcanto inquietante e davvero inaudito”(Marco Mongelli, Rivista 404 File Not Found)[LINK]

In questi certi casi … la poesia è una seria e profonda questione di stile.”(Maria Grazia Calandrone, Poesia) [LINK]

Un grande murales dove il passato della Conquista e il presente della globalizzazione appaiono simultaneamente. Ma il tutto è collegato da una lingua rigorosamente contemporanea, dall’andatura concisa e irridente, che qua e là si rompe nell’invettiva o tracima nella piena verbale … Sotto questa scorza tagliente, il grido irredento di una natura umiliata.” (Attilio Scarpellini, Radio Rai 3) [LINK]

Conquista, sopraffazione, dominio. Movimenti e costanti della storia, in generale e da sempre, ma in questa bella raccolta di Alessandro Raveggi sono nello specifico le scansioni che hanno visto la conquista del Messico. Diviso in tre sezioni o movimenti, l’orrore della grande bocca masticante d’occidente (e quanto nulla è cambiato nei secoli) azzanna terra e uomini, li dilania, li sottomette, li consuma.”(Fabiano Alborghetti, Alleo.it)[LINK]


INTERVISTE

Dieci per Dieci a cura de La Balena Bianca 

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