Daniel Sada (1953-2011), il Gadda messicano

Grazie al mio amico e studioso della Universidad Nacional Autónoma de México, Eugenio Santangelo – già tra i fondatori della rivista bolognese Tabard – scopro tardivamente quello che può essere definito il Gadda messicano: Daniel Sada. Poeta, narratore e giornalista, Sada è morto appena ieri, 18 novembre, a Città del Messico, per insufficienza renale. Roberto Bolaño parlò di lui come del nuovo Lezama Lima del barocco contemporaneo. La morte non è mai una buona occasione per scoprire un autore, ma cercherò di aggiornarmi. Ecco qui un estratto da un racconto pubblicato da poco sulla bellissima rivista Letras Libres (che nostalgia di tanta qualità mensile, che giungeva a casa mia ogni mese al DF!).

Con algo de jactancia llegó y puso el libro sobre la mesa: Aquí tienes lo que tanto andas buscando: la frase fue dicha a todo pulmón para que resonara a lo ancho del restaurante y, lo visto al instante, una edición estropeada, pero completa, la única en español. Gastón, que estaba sentado en el gabinete, se colocó sus gafas y sí: El zafarrancho aquel de via Merulana, de Carlo Emilio Gadda, el Joyce italiano que cita Italo Calvino en sus Seis propuestas para el próximo milenio, como ejemplo supremo de multiplicidad. Así la sorpresa. Más aún cuando Atilio Mateo le describió la extenuante peregrinación que hizo por una veintena de librerías de viejo. Calles peligrosas a toda hora, malolientes, y desperdigadas por los rumbos más horripilantes y bufos de la ciudad. Fueron cinco días de búsqueda. Mucha gente vaga le dio nortes. Gente fachosa bien informada. Circunstancia fantástica, ¿o no? Y hablando de Atilio Mateo: ¡qué muestra de amistad! Durante cinco días dejó de ir a su trabajo de burócrata para dedicarse a la busca de un libro difícil de hallar. En los primeros cuatro días empleó doce horas (de las nueve a las nueve) en su indagatoria, pero fue al comienzo del quinto cuando se topó con una rareza llamada Librolandia y halló por fin aquello y: ¿No habrá otro ejemplar?, de una vez me puedo llevar dos o tres, incluso si tiene más se los compro. Pero el librero, alzando las cejas, le dijo: Lo siento, sólo tengo éste. Total: demasiado tiempo para el hallazgo. La ventaja de Atilio Mateo era que tanto su jefe inmediato como su jefe superior le permitían ausentarse por la razón que se antoje. Si alguien de más arriba les preguntaba por el fugitivo, tanto uno como el otro decían que andaba haciendo una investigación, o más o menos. Además, ambos admiraban al intelectual: un genio desperdiciado y, desde luego, merecedor de constantes apapachos. Sí. Un trabajo envidiable para un ente profundo.

Prosegue qui.

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  1. Alessandro, ti posso raccontare che c’era il sole stamattina, ma il Messico si è svegliato dipinto di grigio. L’assenza di colori si sentiva nell’aria. La notizia della morte di Sada è di una tristezza grigia. L’altro ieri i giornali hanno pubblicato che Sada ha vinto il Premio Nacional de Ciencias y Artes (quello più importante nelle lettere e le arti messicane). Ma lui era in ospedale e non ha potuto saperlo: la sua mente si trovava già al di là della coscenza. Ieri notte, alle 23:00 si è addormentato per sempre senza sapere che l’Instituto Nacional de Bellas Artes lo aveva riconosciuto come uno dei grandi.
    Ho avuto la fortuna di frequentare un seminario letterario con Sada nell’ottobre del 2010 alla Condesa. Il suo “taller de novela” doveva durare cinque settimane. Sada era l’unico maestro che teneva la lezione al pianoterra, immagino che lui non avesse già la forza di salire le scale. Alle 11:00 di preciso qualcuno apriva la porta dell’aula e lui entrava e si sedeva su una sedia. Dopo guardava la finestra, respirava con un po’ di difficoltà e con la sua voce grave ci parlava di letteratura, avvolto in una nuvola di sapienza ed energia. La quarta settimana non è più venuto: ha dovuto abbandonare le lezioni per problemi di salute. Penso sia stato l’ultimo corso che ha tenuto. A partire da quel momento, il suo corpo ha cominciato a spegnersi. Mi ricordo che ci ha parlato di Don Quijote de la Mancha: ci ha detto che il seme di tutta la letteratura in spagnolo si trova lì, e ci ha consigliato di rileggere alcune pagine di volta in volta: “non dobbiamo dimenticare l’importanza di ricordare l’origine, per essere in grado di andare oltre”, ha detto. Ma oggi non rileggerò Cervantes. Rileggerò Sada.

    Sergio Rodríguez Blanco
    Città del Messico

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